giovedì 10 gennaio 2008

Il sé

Cosa siamo noi?Ciascuno di noi, ha profondamente sepolto in fondo alla sua coscienza, un forte senso dell’identità personale.
Crescendo e cambiando, cambiano anche le nostre opinioni e i nostri gusti; muta la concezione che abbiamo del mondo e nuove emozioni si affacciano.
Eppure mai una volta, in tutto questo mutare, dubitiamo di essere sempre la stessa persona.
Siamo “noi” che proviamo queste mutevoli esperienze.
Le esperienze accadono a “noi”.
Ma cos’è questo “noi” che sperimenta il mondo?..Per noi, gli altri sono essenzialmente corpi umani o, in misura minore, personalità psicologiche.Ben diverso è il modo in cui consideriamo noi stessi.
…diciamo “il mio corpo” così come diciamo “la mia casa”.Invece non diciamo la “mia mente”..La mia mente non è qualcosa che mi ospita: è “me”….
E’ evidente la difficoltà in cui incappa chi crede nella sopravvivenza dell’anima dopo la morte.Se l’anima deve rifarsi al cervello per archiviare e poi recuperare i ricordi, non si capisce come l’anima possa ricordare alcunchè dopo la morte del corpo.
E se non ricordasse nulla, che diritto avremmo di attribuirle un’ identità personale?
O dobbiamo supporre che l’anima disponga di un sistema mnemonico tutto suo, non materiale e di riserva rispetto all’altro convenzionale, che funziona parallelamente al cervello ma che è anche dotato di un’autonomia totale?
da "Dio e la nuova fisica" di Paul Davies

domenica 6 gennaio 2008

venerdì 4 gennaio 2008

consapevolezza

la conoscenza dei nostri sistemi cognitivi è un passo fondamentale per esercitare un controllo sui sistemi cognitivi a bassa consapevolezza, ad esempio sul linguaggio e sulla comunicazione, come indica la programmazione neurolinguistica (NLP).
L'approccio NLP parte dall'osservazione che molti messaggi linguistici sono imprecisi, in gran parte perchè l'autore del messaggio presume che il destinatario sia in grado di decodificare pienamente quanto egli ha intenzione di comunicare o quanto dovrebbe essere evidente nel messaggio....
da "La mente" di Alberto Oliverio

mercoledì 2 gennaio 2008

caos

Philip Holmes-matematico:"Le orbite complicate, aperiodiche, attrattive di certi sistemi dinamici"
Hao BaiLin-fisico:"Una sorta di ordine senza periodicità,Un campo di ricerca in rapida espansione a cui matematici,fisici, specialisti di idrodinamica, ecologi e molti altri hanno dato contributi importanti.Una classe recentemente riconosciuta e onnipresente di fenomeni naturali"
Bruce Stewart-fisico teorico:"Il comportamento irregolare, non predicibile, di sisyemi dinamici non deterministici non lineari"
Il caos era l'insieme di idee che persuadevano tutti questi scienziati di essere partecipi di un'impresa comune.Fisici o biologi o matematici, credevano che sistemi semplici, deterministici, potessero generare complessità; che sistemi troppo complessi per la matematica tradizionale potessero nondimeno ancora obbedire a leggi semplici; e che, quale che fosse il loro campo di attività particolare, il loro compito fosse quello di comprendere la complessità stessa.
da "Caos" di James Gleick

martedì 1 gennaio 2008


Percezione e rappresentazione artistica sono simili, si servono degli stessi principi di organizzazione cerebrale, dipendono da un complesso processo di costruzione mentale, tutt'altro che immediato!
Pochi tratti, ad esempio, suggeriscono e comunicano messaggi che dipendono dal lavoro di completamento effettuato dalla mente, come ad esempio avviene per quelle figure ambigue, utilizzate da Esher o da Dalì, che richiedono interpretazioni  dipendenti dal contesto....I rapporti tra colori, sulla base delle proprietà fisiche dell'occhio, generano effetti di profondità: ad esempio, un oggetto rosso risulta più vicino di uno blu in quanto le radiazioni rosse (lunghezza d'onda superiore) vengono rifratte di meno rispetto quelle blu (lunghezza d'onda inferiore)...
da "La mente" di Alberto Oliverio